mercoledì 20 ottobre 2010

Il vertice di Nagoya sulla biodiversità



Il vertice di Nagoya sulla Biodiversità

E’ in corso di svolgimento a Nagoya in Giappone la Conferenza Mondiale sulla Biodiversità, COP 10 presieduta dalle Nazioni Unite a cui parteciperanno 193 Paesi. La Conferenza dovrà fissare 20 obiettivi per il prossimo decennio nonché strategie di più lungo periodo (50 anni). La Conferenza dovrà, inoltre, decidere di incrementare le superfici di terra e di mare da salvaguardare nei prossimi anni.
Questa iniziativa internazionale era stata avviata dal Summit sulla Terra di Rio de Janeiro nel 1992 con l’obiettivo di salvaguardare le specie viventi, nonché gli ecosistemi più delicati. Anche il Summit mondiale di Johannesburg del 2002 aveva fissato l’obiettivo dell’effettiva riduzione del ritmo di perdita della diversità biologica.
Gli obiettivi fissati da entrambi i summit mondiali, però, non si sono purtroppo realizzati. Banki-moon, Segretario Generale dell’ONU, di recente ha dovuto riconoscere che il declino globale della Biodiversità sta accelerando. Ciò è attestato dal Living Planet Report (LPR) realizzato dal WWF e dall’OCSE. Il LPR mette in relazione l’Indice del Pianeta Vivente, che misura lo stato della biodiversità, con l’Impronta ecologica ed idrica, che misura la pressione antropica sulle risorse naturali della Terra. Tali indicatori dimostrano che la spinta al benessere degli ultimi 40 anni sta esercitando una pressione insostenibile sul Pianeta: dagli anni ’60 l’Impronta ecologica è più che raddoppiata, mentre l’Indice del Pianeta Vivente si è ridotto del 30%.
Secondo lo studio del WWF e dell’OCSE, quindi, occorre trovare un modo per vivere sulla Terra in maniera più sostenibile, da un lato riducendo drasticamente la propria impronta antropica, soprattutto per quanto riguarda l’utilizzo dei combustibili fossili, e dall’altro tutelando e sviluppando le energie rinnovabili.





lunedì 11 ottobre 2010

Benvenuti al Sud


BENVENUTI AL SUD

Segnalo un film divertentissimo, pieno di elementi caricaturali sui luoghi comuni e sui falsi pregiudizi che mal rappresentano le diversità culturali tra gli abitanti delle varie regioni del Paese, in modo particolare tra il Nord ed il Sud d’Italia.
Il cast è composto da noti attori comici: Claudio Bisio, e Angela Finocchiaro “ polentoni” e lombardi accaniti, Alessandro Siani e Valentina Lodovisi, “terroni meridionali”.
Il protagonista è un direttore di un ufficio postale della bassa Brianza che fa di tutto per ottenere il trasferimento dalla provincia alla città di Milano; si finge invalido per recuperare posti in graduatoria ma, scoperto dovrà, suo malgrado, accettare di trasferirsi per due anni in un paesino della provincia di Salerno, Castellabate, luogo questo che per lui, milanese pieno di pregiudizi e di false convinzioni sul Sud, equivale ad emigrare al “terzo mondo”.
A rendere ancora più penosa la decisione di partire si aggiungeranno le preoccupazioni della moglie per il freddo, la pioggia, l’inciviltà degli indigeni ma, soprattutto, per lo spaventoso tasso di criminalità del luogo.
Le preoccupazioni, frutto di radicati luoghi comuni, si dimostreranno del tutto infondati e daranno luogo ad una serie di irresistibili scene divertenti.
Presto il protagonista si renderà conto di essere tra gente ospitale e simpatica ed inoltre che il paese di Castellabate è bellissimo.
I due anni di esilio forzato passeranno in fretta ed il nostro protagonista dovrà rientrare nel lontano Nord. Il viaggio di ritorno lo affronterà con profonda tristezza confermando quanto si suol dire che il forestiero al Sud piange due volte: quando ci va e quando deve tornarsene.



venerdì 1 ottobre 2010

L'empatia

E’ necessario un secondo Rinascimento:
dovrà nascere la civiltà dell’empatia.


Si è tenuta lo scorso lunedì 27 settembre 2010 presso la sala della Lupa della Camera dei Deputati la lexio magistralis del prof. Jeremy Rifkin, economista - ambientalista, attivista del movimento pacifista negli Stati Uniti su "Un secondo Rinascimento: il mondo verso la civiltà dell'empatia". Rifkin è autore di numerosi saggi pubblicati in tutto il mondo. In Italia sono usciti “La civiltà dell’empatia” ed il “Sogno europeo” editi da Mondadori.

Ritengo che le tematiche sviluppate da Rifkin siano di grande interesse. Riporto i punti salienti della conferenza che ho ascoltato e che più hanno destato il mio interesse, rinviando alla registrazione della lectio magistralis scaricabile dal sito della Camera dei Deputati.

Nella sua relazione Rifkin ha sostenuto che stiamo per assistere ad un passaggio epocale: l’età moderna sta per terminare, avanza una nuova stagione per il genere umano, ricca di grandi opportunità, offerte dallo sviluppo della tecnologia e dell’informazione ma, nello stesso tempo, piena di grandi rischi quali il degrado ambientale e pericolose tendenze dissolutive. Il riscaldamento globale costituisce senza alcun dubbio la minaccia più grande per il genere umano.
Secondo Rifkin dobbiamo ripensare le teorie economiche e dare centralità alle politiche energetiche: il prezzo dell’energia, derivata da prodotti fossili, è soggetta ad enormi aumenti ed esso influenza il costo di qualsiasi prodotto, principalmente i prodotti alimentari (cereali e riso) che sono l’unico sostentamento delle popolazioni povere del terzo mondo. Gli effetti dei cambiamenti climatici, direttamente conseguenti del riscaldamento del pianeta, stanno danneggiando le economie di diversi paesi con drammatici eventi atmosferici che portano alla distruzione di infrastrutture ed ecosistemi. Intorno al 2020 è previsto il picco dei consumi energetici e quindi il loro prezzo è destinato ad aumentare considerando anche che la popolazione globale è in continua crescita.
Rifkin, a riprova di quanto sostenuto, ricorda che nell’estate 2008 l’aumento del prezzo d’acquisto del petrolio, che raggiunse allora livelli mai prima registrati, determinò il crollo dei mercati finanziari che non l’avevano previsto ed in molti paesi del terzo mondo scoppiarono tumulti e guerriglie per la carenza di cibo e l’indisponibilità di altri prodotti di prima necessità. Quanto sostenuto da Rifkin porta a ritenere che il modello di sviluppo delle società occidentali, basato sullo sfruttamento di carbone, petrolio, gas ed uranio, è in netto declino e, in assenza di un radicale cambiamento, le speranze in un futuro migliore sembrano dissolversi.
L’ecosistema del mondo non è più in grado di tenere il passo con lo sviluppo della società dei consumi. Il cambiamento climatico e l’innalzamento della temperatura del pianeta sono quindi campanelli d’allarme che impongono un ripensamento del modello di sviluppo.
Siamo dunque ad un punto di non ritorno, occorre privilegiare lo sviluppo sostenibile, l’integrazione sociale, la responsabilità collettiva.
La tesi sostenuta da Rifkin è che carbone, petrolio, gas, uranio sono risorse del passato e di “elite” perché prodotte in ben localizzate aree del pianeta. Ciò determina una disparità di posizioni: di nazioni produttori (dominanti) e di nazioni che invece ne sono prive (dipendenti). Le energie derivanti da fonti rinnovabili (solare, eolica, geotermica), al contrario di quelle tradizionali, sono uniformemente distribuite sull’intero territorio del pianeta epossono essere sfruttate liberamente senza mettere a rischio l’ecosistema della Terra.
Per l’utilizzo ottimale di tali risorse, Rifkin ipotizza la costruzione di edifici simili a piccole centrali elettriche in grado di produrre energia che soddisfino i fabbisogni di una piccola collettività. Il surplus prodotto, quello che supera il fabbisogno, dovrà essere immagazzinato in attesa di essere distribuito tramite collegamenti assicurati da ampie reti sull’esempio di quelle che assicurano la diffusione di Internet.
Nonostante l’urgente necessità di cambiare rotta, i governi nazionali poco o nulla hanno finora fatto. L’Unione europea, però, nel 2007 ha elaborato un piano strategico prevedendo che al più presto almeno un terzo del fabbisogno di energia elettrica dovrà essere ricavato da fonti rinnovabili.

Per cambiare veramente rotta, però, l’economista propone un nuovo orientamento dei rapporti umani non più improntati sull’egoismo e sull’impulso al guadagno materiale ed immediato ma sull’empatia cioè sulla capacità di relazionarsi con gli altri esseri umani entrando con loro in sintonia. L’esempio fatto da Rifkin è dell’enciclopedia informatica Wikipedia realizzata con la libera collaborazione dei partecipanti, ispirata a sviluppare le basi di una conoscenza pubblica e privata. Dovrà nascere, quindi, la “Civiltà dell’empatia” basata non più su uno standard di perfezione ma sulla solidarietà empatica fra gli esseri umani che dovrà considerare l’umanità come un’unica famiglia basata sulla solidarietà.
La transizione dall’era industriale a quella della globalizzazione e dell’informazione dovrà, quindi, fondarsi sull’empatia per non correre il rischio di pericolose derive.
Secondo Rifkin è possibile uscir fuori dalla crisi dell’era moderna affidandosi alla natura empatica del genere umano, nella consapevolezza che la Terra funziona come un organismo unitario e inscindibile dalla cui salute dipendiamo e di cui siamo tutti responsabili.

lunedì 27 settembre 2010

Il Maxxi

IL MAXXI

Finalmente a Roma è attivo il Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo, grande spazio espositivo che sorge nel quartiere Flaminio.
Il Maxxi accoglie esposizioni stabili e temporanee di architettura, scultura e pittura di artisti contemporanei. Innaugurato nella primavera scorsa è già divenuto meta di migliaia di visitatori.

Anzitutto la sede: collocata in un’area oggetto di recupero urbanistico di caserme e strutture militari non più in uso; il restauro di un fabbricato preesistente ampliato da ardite strutture architettoniche che con l’aumento delle superfici interne hanno dato luce agli spazi espositivi; un giardino che ha una duplice funzione, quella di accogliere le opere che possono essere collocate all’esterno, e quella di creare uno spazio verde che isola il museo dal convulso traffico della zona.
Mi è capitato di visitarlo in occasione delle giornate del Patrimonio e, nonostante la lunga fila all’ingresso, ho provato molto interesse alle opere esposte, in particolare di Luigi Moretti, Gino De Dominicis, Teddy Cruz, R&Sien ed altri.
A Luigi Moretti, famoso architetto italiano che ha realizzato grandi oppere in Italia (Architetture per il regime) ed all’estero (centro residenziale Watergate, Torre della Borsa di Montreal) è stata dedicata una grande sezione con pannelli che illustrano il suo percorso professionale, fotografie, plastici, disegni e progetti di costruzioni. Gino De Dominicis, poi, ha catturato l’attenzione e la curiosità dei visitatori con le sue “bizzarre” opere invitando tutti a riflettere sul significato di arte: rappresentazione della realtà o libero sfogo della fantasia artistica dell’autore? All'ingresso il visitatore è accolto da un enorme scheletro di gesso; successivamente da un cubo che “non c’è”, dalla Calamita cosmica. Il Maxxi, Museo d’arte contemporanea arricchisce, quindi, il già vasto patrimonio culturale romano.

venerdì 23 luglio 2010

Er Ventriloco

ER VENTRILOCO
Se credi a questo, sei 'no scemo, scusa:
pô sta' che un omo parli co' la gente
come se ne la panza internamente
ciavesse quarche machina arinchiusa!
Nun credo che in un'epoca che s'usa
d'aprì la bocca senza di' mai gnente
esista 'sto fenomeno vivente
che dice tante cose a bocca chiusa!
Parla còr ventre! Oh questa sì ch'è bella!
Sortanto er poveraccio che nun magna
se sente fa' glu-glu ne le budella.
Io stesso, speciarmente a fin de mese,
me sento che lo stomaco se lagna...
Ma sai ched'è? La voce der Paese!
(Trilussa 1919)








domenica 2 maggio 2010

Il Punteruolo rosso

Morte annunciata:
il flagello del “Punteruolo rosso
”

Un coleottero rossiccio sta facendo strage delle maestose palme della specie Phoenix canariensis che fanno parte del delizioso paesaggio mediterraneo. L'epidemia, che sembra inarrestabile, si e’ diffusa in Italia con l’importazione di palme ornamentali. Quello che più preoccupa, tuttavia, è che si sta consumando un disastro ambientale a cui istituzioni, ambientalisti, cittadini comuni sono costretti ad assistere inermi. Il fenomeno appare inarrestabile per gli scarsi rimedi finora approntati e per lo scarso interesse che il fenomeno desta nei cittadini comuni i quali sembrano non rendersi conto del disastro ambientale che si sta concretizzando davanti ai loro occhi.
Le forze istituzionali in campo mancano di un efficace coordinamento e i presidi fito sanitari ancora non hanno avuto un periodo sufficientemente lungo per la loro sperimentazione. Tutto ciò che può essere messo in campo al momento è comunque meglio dell'inerzia!!!
Il Rhynchophorus ferrugineus è un coleottero originario dell'Asia meridionale che ha fatto la prima comparsa in Italia qualche anno fa. Il coleottero vive all'interno del tronco della palma dove compie interamente il suo ciclo vitale. La femmina depone circa 300 uova distribuite alla base delle giovani foglie. Le uova si trasformano rapidamente (2-5 giorni) in larve che si cibano dei tessuti del tronco della pianta distruggendone rapidamente tutto il materiale fibroso. Le larve si muovono verso l’interno della palma scavando tunnel e larghe cavità.
I segni dell'attacco sono poco evidenti inizialmente e consistono nella asimmetria della chioma, nella perdita dell’apice vegetativo, solo successivamente compare il collassamento e il disseccamento delle foglie. Quando i segni descritti diventano chiari il punteruolo rosso ha ormai già colonizzato gran parte della pianta.
Occorre, pertanto, agire in modo tempestivo all'apparire dei primi sintomi con un trattamento di tipo “endoterapico”, consistente nel praticare un foro nel tronco della palma, nel quale viene poi viene inserito un dispositivo che assicura il passaggio di un liquido composto da un elemento attivo contro il punteruolo rosso, un concime per facilitare la ripresa della palma e un agente per scongiurare eventuali infezioni nel foro praticato. L’ efficacia di questo trattamento, che va ripetuto fino al periodo autunnale (ottobre-novembre), è alta solo se tempestiva e può consentire la ripresa della pianta.
Se il trattamento dovesse fallire, invece, non c'è che l'impacchettatura e l'abbattimento dell'albero e lo smaltimento del materiale di risulta trasportato in furgoni chiusi in discariche specializzate al fine di non diffondere l'infezione.
La Regione Lazio che ha diramato una raccomandazione in tal senso avverte i cittadini del territorio che “chiunque osservi sintomi sospetti è tenuto a darne segnalazione tempestiva al Servizio Fitosanitario Regionale” telefonando ai numeri 06/51686821 - 06/51684047 - fax 06/51686828.
(Le foto sono tratte da Wikipedia)

sabato 17 aprile 2010

La Salvia


Salvia Salvatrix … ovvero il toccasana della natura.

La Salvia Officinalis è troppo nota per aver bisogno di illustrazioni, non solo a chi la usa a scopo terapeutico, ma anche ai buongustai.
E’ stata coltivata negli orti fin dall’antichità quando la medicina tradizionale ancora non metteva a disposizione, di chi ne avesse bisogno, rimedi di ogni genere.
La Scuola Medica Salernitana esaltava le proprietà benefiche di questa comunissima pianta che cresce rigogliosa negli orti. Cito un aforisma dei famosi medici salernitani:
“Cur moriatur homo cui salvia crescit in horto”
Traduco: perché mai dovrebbe morire l’uomo che coltiva la salvia nell’orto.
( per notizie sulla Scuola Medica Salernitana, vedi il post del 27 novembre 2007 su questo Blog)

A fini terapeutici si utilizzano le foglie della pianta raccolte in primavera prima della fioritura che avviene a maggio – giugno, seccate all’aria a riparo dalla luce. Le foglie si conservano poi in recipienti ben chiusi lontano dall’umidità, al fine di preservarne il profumo ed il sapore caratteristico.
L’azione salutare della salvia si svolge sull’attività dei vari organi, sia stimolandone che limitandone la secrezione, per cui risulta tonica, digestiva, diuretica.
E’ un rimedio salutare sia per il sistema nervoso che per il cuore. E’ consigliata negli stati depressivi e negli esaurimenti derivanti da eccessivo stress.
Il rimedio più comune è l’infuso di foglie: 30-50 gr. di foglie in un litro d’acqua calda., da prendersi a tazzine nel corso della giornata.
Da un antico manuale di erboristeria, riporto un’antica ricetta utile nei casi di digestione difficile e come tonico del sistema nervoso.
Vino di Salvia: si prepara con 80 gr. di foglie poste a macerare per 8 giorni in un litro di Marsala.
Con un buon bicchierino di vino di salvia, quindi, potremo brindare … “alla salute”….






lunedì 12 aprile 2010

Basilicata coast to coast

Basilicata Coast to Coast

Offro un po’ di pubblicità (se mai ne avesse bisogno) ad un film che ho avuto modo di vedere giorni fa al cinema, interamente dedicato alla Basilicata, mia regione di origine.

E’ una commedia del genere comico-musicale diretta Rocco Papaleo, regista e protagonista del film, con un cast di attori ben noti: Alessandro Gasman, Giovanna Mezzogiorno, Max Gazzè ed altri che si aggiungeranno nel corso del film.
E’ il racconto dell’avventura di una “scalcinata” band musicale che si mette in viaggio a piedi con ben dieci giorni di anticipo e con il minimo indispensabile – un cavallo, due tende e una videocamera – per partecipare al festival della “scanzanissima” di Scanzano Jonica.
Alla combriccola dei musicisti si unirà una giornalista che scrive su un giornaletto parrochiale e che farà un “reportage” sulle avventure del gruppo.
I protagonisti si muovono tra paesaggi lucani mozzafiato al ritmo delle loro strofe musicali ed al suono dei loro strumenti a volte improvvisati. Partono da Maratea: la gigantesca statua del Cristo Redentore sembra benedire il loro viaggio. Passano per Trecchina, Lauria, Latronico, Craco. Incontrano la processione in onore della Madonna Nera di Viggiano. Sostano tra i calanchi di Aliano e lungo le sponde dell’incantato lago del Pertusillo.
Il loro viaggio si conclude miseramente: sbagliano strada ed arrivano a notte fonda, a festival ormai concluso, ma decidendo comunque di esibirsi pure se in una piazza completamente vuota.
La visione del film è piacevole ma soprattutto è un omaggio alla Basilicata ed un nostalgico richiamo per tutti i lucani che, spero, vadano a vederlo insieme a loro amici che ancora non conoscono questa terra.

sabato 10 aprile 2010

La mostra "Da Corot a Monet"

E’ in corso a Roma nei locali del Vittoriano (Piazza Venezia) un’importante mostra sull’Impressionismo.
L’evento che ha avuto un grande successo di visite ed ha proposto opere provenienti dai più importanti musei e gallerie del mondo che hanno efficacemente rappresentato il percorso di evoluzione della pittura di paesaggio dell’Ottocento francese all’Impressionismo il cui massimo esponente fu proprio Monet.
I visitatori, oltre alle didascalie che accompagnavano il percorso espositivo, hanno potuto utilizzare le audio guide che hanno reso maggiormente fruibile ed interessante la visita.
Sono state esposte opere dei più importanti e famosi artisti che diedero vita a quella tendenza artistica che ebbe quali principali esponenti Corot, Pissarro, Sisley, Bazille, Harpignies naturalmentre di Monet.

Motivo essenziale dell'impressionismo è il tentativo di rappresentare la realtà nella quale siamo immersi e che facendo parte di noi stessi può essere rappresentata.
Gli impressionisti tendono a rendere questa realtà così come credono di percepirla e non si limitano a rappresentare solo la realtà naturalistica, ma estendono la loro opera anche alla figura umana ed alle vicende cittadine.
Gli impressionisti dipingevano all'aperto, con una tecnica rapida che permetteva di completare l'opera in poche ore (la cosidetta pittura en plein air). Essi volevano riprodurre sulla tela le sensazioni e le percezioni visive che il paesaggio comunicava loro nelle varie ore del giorno e in particolari condizioni di luce, lo studio dal vero del cielo, dell'atmosfera, delle acque soppiantò il lavoro al chiuso, in atelier, lo studio nel quale venivano completati i quadri più grandi o eseguiti i ritratti; molti ritratti erano però anche realizzati all'aperto.
L’antesignano del processo evolutivo che dalla pittura ottocentesca ha portato alla nascita dell’Impressionismo fu Camille Corot, che costitui il punto di partenza per le ricerche successive degli impressionisti. Con i suoi paesaggi freschi e semplici, rompeva la tradizione del Romanticismo con la riscoperta della pittura di paesaggio non nascondendo, anzi facendo prevalere la soggettività dell'artista, delle sue emozioni ed utilizzando rapidi colpi di spatola, e colpi di colore che rendevano l’opera viva e fresca.
Jacob Camille Pissarro fu un altro precursore dell’affermarvi del movimento dell’impressionismo. Fu uno dei maggiori pittori del tempo ed esponente di rilievo dell'Impressionismo. Dapprima commesso nella bottega di merciaio del padre, ed avendo una grande passione per il disegno, appena poté scappò di casa alla volta del Nicaragua, dove eseguì i suoi primi dipinti per pagarsi il viaggio per l'Europa. A Parigi frequenta l'École des Beaux-Arts e studia le opere di Gustave Courbet, Charles-François Daubigny, e Jean-Baptiste Camille Corot, che lo colpiscono in modo particolare.Ha frequentato l' Académie Suisse, dove ha conosciuto Claude Monet e divenuto amico di Paul Cézanne e Guillaumin.
Monet fu il principale esponente, cofondatore e sostenitore del movimento dell’Impressionismo.
Visse gran parte della sua in viaggio tra Londra, la Normandia e la Norvegia e infine Venezia, “alla ricerca della luce che meglio potesse soddisfare il suo pennello esigente”.
Trascorse l’ultima metà della sua vita a Giverny, ideando, costruendo, coltivando quel giardino che diverrà il più visitato al mondo e che divenne un luogo di cui tutti parlavano e Marcel Proust descrisse nel sua opera letteraria dal titolo “Recherche”.
Nel suo giardino e nel suo lago Monet costrui uno studio gallegiante da dove osservava la natura di cui aveva bisogno per le sue creazioni artistiche fino a rendere il suo occhio ancora più acuto e sensibile. Da quel punto di osservazione abbraccciava, in prospettive uniche e sempre diverse, acqua cielo e tutte le forme della natura. Il suo sutudio lacustre gli permise di realizzare le sue Ninfee divenute le icone di una tradizione artistica che segnerà un caposaldo nella cultura del Nocecento.

La mostra si chiude proprio con l’esposizione del “Ciclo delle Ninfee”, chiamato Le Grandes Decorations, esposte all’Orangerie di Parigi ed aperto al pubblico dapo la morte dell’artista.
(Alcune informazioni e/o riferimenti sono state tratte da Wikipedia)


sabato 5 settembre 2009

Inquietanti somiglianze Lincoln-Kennedy


Abramo Lincoln e John Fitzgerald Kennedy.
Le loro inquietanti somiglianze


Un visitatore del mio Blog (che evidentemente ha letto la recensione del libro “Universo Proibito” che tratta di fatti inquietanti - Vedi il post del 28/08/2009) mi ha segnalato un interessante articolo di Giuseppe Cosco, pubblicato nel numero 21 della rivista "Oltre la conoscenza" (febbraio 1998) e riportato sul sito http://www.italiasoft.it/ * .
Cosco, apprezzato studioso di grafologia e saggista di successo, autore di numerosi ed interessanti lavori ed un profondo studioso di esoterismo, conclude il suo articolo con la costatazione che “esistono molti casi in cui le vite di alcuni individui presentano somiglianze e coincidenze impressionanti, troppo impressionanti e misteriose per non pensare che nella vita degli uomini non vi siano segrete connessioni, sinapsi in un fitto reticolo di destini di cui tutti noi facciamo parte”.
Cosco racconta che analogie e coincidenze misteriose hanno costellato la vita e la morte dei presidenti americani Abraham Lincoln (1809-1865) e John Fitzgerald Kennedy (1917-1963).
Lincoln venne eletto presidente nel 1860. Kennedy, esattamente 100 anni dopo, nel 1960.
Lincoln fu ucciso di venerdì, alla presenza della moglie. Anche Kennedy venne assassinato mentre era al fianco di sua moglie, e di venerdì. Ad entrambi i presidenti spararono, e tutti e due furono colpiti da dietro e alla nuca. Subito dopo l'attentato, ricevettero i primi soccorsi dalla propria moglie. Lincoln e Kennedy morirono senza riprendere conoscenza.
Oltre ai particolari della morte in comune, ne esistono altri. La moglie del presidente Lincoln perse un figlio, mentre risiedeva alla Casa Bianca. La stessa cosa accadde alla moglie di Kennedy. Sia Lincoln che Kennedy avevano avuto 4 figli e, al momento della loro uccisione, solo 2 di questi erano vivi. Il vice di Lincoln si chiamava Johnson ed era nato nel 1808. Il vice di Kennedy si chiamava, pure, Johnson ed era nato nel 1908, a distanza di 100 anni esatti dall'altro.
L'assassino di Lincoln si chiamava John Wilkes Bootk ed era nato nel 1839. L'assassino di Kennedy, Lee Harvey Oswald, era nato nel 1939, 100 anni dopo l'altro. E', pure, perlomeno curioso osservare che la somma delle lettere che compongono nome e cognome dell'assassino di Lincoln dà 15 come totale e così è anche per l'assassino di Kennedy.
Ma le coincidenze straordinarie non finiscono qui. John Wilkes Booth e Lee Harvey Oswald erano entrambi sudisti. Tutti e due i presidenti avevano condotto aspre battaglie per i diritti civili dei negri: Lincoln con il Proclama di Emancipazione e Kennedy con la legge sui Diritti Civili. Al momento dell'attentato Lincoln e Kennedy si trovavano assieme, oltre alle proprie mogli, ad una coppia di amici. Per quanto riguarda le coppie di amici, le donne rimasero illese, gli uomini furono feriti dagli attentatori (il maggiore Rathbone nel 1865 e il governatore Connally nel 1973).
Il segretario di Lincoln si chiamava Kennedy e cercò di dissuadere il presidente dall'andare a teatro quella sera. La segretaria di Kennedy si chiamava Lincoln e, anche lei, tentò di convincere il presidente a non andare a Dallas. Un altro fatto abbastanza singolare è che il marito della donna si chiamava Abraham, come Lincoln. Quando avvenne l'attentato, Kennedy stava attraversando le vie di Dallas su un'auto - guarda caso - di marca Lincoln, prodotta dal gruppo Ford. Booth assassinò Lincoln in un teatro e si rifugiò in un magazzino. Oswald sparò a Kennedy da un magazzino e si rifugiò in un teatro. Booth spirò 11 giorni dopo Abramo Lincoln, entrambi alle 7,20 del mattino. Oswald morì 48 ore dopo Kennedy, pure, alla stessa ora, le 13. A Lincoln successe Andrew Johnson e a Kennedy Lindon Johnson. Durante il loro ultimo anno di presidenza, sia Andrew sia Lindon Johnson furono travolti da uno scandalo politico, che impedì loro di candidarsi per un nuovo mandato. Per ultimo, si racconta inoltre che Lincoln appaia sempre alla vigilia della morte di un altro presidente e pare, infatti, che sia apparso anche a John Kennedy il giorno prima di partire per Dallas, sua ultima fatale visita. Tantissime e straordinarie furono le coincidenze, che costellarono la vita e la morte di questi due presidenti. Troppe, per essere sbrigativamente attribuite al caso.

mercoledì 2 settembre 2009

Viva le Frecce Tricolore



VIVA LE
FRECCE TRICOLORE
"ITALIANE"



venerdì 28 agosto 2009

"Universo proibito"


Universo Proibito


Una delle mie ultime letture che consiglio vivamente ai visitatori del mio Blog è stato Universo Proibito di Leo Talamonti*, pubblicato da Mondadori nella Collana Oscar nel 1969. E’ un’inchiesta sui più inquietanti fenomeni, opportunamente documentati ed esposti con rigore scientifico, di cui la scienza non da spiegazioni.
L’Autore analizza fatti realmente accaduti che vanno dalla chiaroveggenza alla telepatia, dalla preveggenza alla medianità. I fatti descritti sono stati analizzati da illustri studiosi e pubblicati su autorevoli riviste specializzate. Per medianità l’Autore più volte precisa che non deve intendersi il supposto collegamento con anime di trapassati, ma deve essere intesa quale capacità del “medium”, caduto in uno stato di semincoscienza che si avvicina al sogno (trance), di dar spazio all’IO trascendente, contrapposto all’IO cosciente o razionale, che gli consente di navigare in quell’oceano ancora ignoto che ci accomuna tutti, umani, animali, cose. Un oceano dove non esiste tempo e spazio ma c’é condivisione del tutto. L’Autore, paragonando la vita umana ad una bobina cinematografica, afferma che l’IO cosciente è in grado di visualizzare uno alla volta i fotogramma che scorrono sul telone, ma nella bobina si trovano fotogrammi che non è possibile vedere, quelli passati e quelli non ancora proiettati. L’IO trascendentale, invece, navigando in un mondo sotterraneo sente, pensa e riesce ad avere una visione del tutto.
Nel libro sono narrati fenomeni inquietanti: la previsione di sciagure che puntualmente si sono poi verificate, messaggi telepatici con richieste urgenti di aiuto; fatti curiosi come le piante dispettose che si rifiutavano di crescere, i cavalli calcolatori che con il rumore di zoccoli elaborano calcoli complessi, pietre che colpiscono crani di malcapitati attraversando il parabrezza di un auto. Per l’autore esiste un’altra realtà con cui si dovrà far conto e che la Scienza ufficiale, ancorata a principi cartesiani per lo studio dei fenomeni naturali, non prende neanche in considerazione perché non misurabili e legati al caso.


* Leo Talamonti, si dedica da anni ai problemi della psicologia e parapsicologia ed ha pubblicato i suoi studi in libriediti da Mondadori e da Sugarco, nonché su periodici italiani e stranieri quali Scienza e Vita, Planète.


lunedì 23 giugno 2008

Il clima e i proverbi


Quando il ragno fa il bucato..., il bel tempo è assicurato !
Buone notizie dai meteorologi: l’estate è arrivata. L’anticiclone delle Azzorre tende a rendere stabile sull’Europa un campo di alte pressioni, assicurando buon tempo per un lungo periodo.
Sarà, però, vero? E’ lecito dubitarne dopo che abbiamo assistito a previsioni che spesso si sono rivelate poi inattendibili, specie se di medio periodo. Tutto colpa della ormai continua mutabilità climatica che a causa dell’effetto serra va rendendo il clima della nostra Penisola simile a quello delle regioni sub tropicali. La meteorologia fa fatica seguire la troppo rapida evoluzione di scenari climatici che poco o male si inquadrano negli schemi classici di una scienza che, anche grazie all’utilizzo di strumenti e tecnologie sempre più evolute, può a buon titolo annoverarsi tra le scienze esatte.
Nonostante la poco attendibilità delle previsionoi meteorologiche di medio periodo, continueremo a seguire con il rispetto dovuto i consigli degli esperti ma, forse è giunto il momento di rispolverare i consigli tramandati dai nonni che sebbene basati su rilevazioni empiriche si sono dimostrate nel tempo valide ed a prova di “buchi dell’ozono”.
In una rubrica televisiva un meteorologo ha reso noto un proverbio molto simpatico che comprovava le ipotesi avanzate in quella sede sull'estate che ci aspetta. Il proverbio dice:
" Quando il ragno fa il bucato..., il bel tempo è assicurato ! Si riferiva a quando il ragno tesse la tela.
Di questi proverbi il calendario di Frate Indovino può considerarsi una miniera, ma tutti noi ne ricordiamo. Ad esempio chi non ha mai sentito che “Quattro aprilante, giorni quaranta”. E’ proprio il caso di quest’anno: gli inizi di Aprile sono stati pessimi e il mal tempo si è prolungato per quasi quaranta giorni. I miei amici di Gaeta e Formia mi assicurano di aver costatato più volte che “Quann’u Redentore mette la cappa, si oje nun chiove domani nun scappa. Il proverbio si riferisce alla cappa di nubi che inanella la cima della montagna che sovrasta Formia. I miei amici di Lagonegro, invece, tengono d’occhio il Monte Sirino ed affermano che “Quann’u Sirinu si mette u cappuccio vennete a vacca e accattate u ciuccio” I pascoli d’alpeggio sono scarsi con l’arrivo del tempo invernale e quindi si rende opportuno optare per un mutamento delle attività agro pastorali. Potrei proseguire all’infinito, snocciolando proverbi e detti sul tempo, ma non potendomi dilungare oltre, invito i miei visitatori ad inviarmene altri con un breve commento a questo Post.

sabato 21 giugno 2008

Il Pantheon

Un raggio di sole bacia il Tempio più antico del mondo:

il Pantheon


Il 21 giugno 2008 si festeggia l’arrivo dell’estate. Al Pantheon si può assistere allo straordinario fenomeno del raggio di sole che nel giorno del Solstizio di estate, alle 12 (ora solare) attraversa l’oculus della cupola per andare a colpire il cornicione al centro del portale di ingresso. Un appuntamento divenuto tradizione, denso di emozioni e di misteri ancora irrisolti, nel Tempio pensato come immagine del Cosmo.

l Pantheon è uno degli edifici meglio conservati di Roma. Sul frontone del Tempio, si legge che fu costruito da Menenio Agrippa in seguito all'apparizione della dea Cibele che espressamente gli aveva chiesto di costruirle un Tempio di cui lei stessa avrebbe fornito il modello architettonico.

Il Pantheon di Roma si presenta con una facciata imponente, di stile greco, con 16 colonne monolitiche che reggono il pronao. Varcatolo, si accede all'interno. Quest'ultimo sorprende per le dimensioni armoniche e per la forma cilindrica: La cupola per dimensioni e la più grande mai costruita in tutta la storia dell’architettura. La sua realizzazione fu possibile grazie all'utilizzo, oltre che dei cassettoni, anche dell'uso di diversi tipi di materiali. A seconda dell'altezza furono utilizzati materiali via via sempre più leggeri, nello strato più vicino al tamburo cilindrico, strati di calcestruzzo con scaglie di mattoni, più in alto cestruzzo con scaglie di tufo mentre nella parte superiore, nei pressi dell'oculo fu utilizzato calcestruzzo misto a materiale vulcanico (pomice).

In origine la cupola del Pantheon era coperta da tegole di bronzo dorato che donavano alla costruzione luminosità e un caratteristico scintillio. Alla sommità, la cupola ha un Oculus (un foro) del diametro di 9 m. Gli archeologi sostengono che il Pantheon fu concepito come una sfera 'celeste' in cui la parte superiore comprende appunto la cupola e la parte inferiore, l'aula.

Nelle sette nicchie dell'interno, che alternativamente presentano forma circolare e rettangolare, erano poste le sette divinità planetarie:"Pantheon"è infatti il termine che indica "tutti gli dei".

Secondo gli antichi romani gli dei vivevano in eterno nella sfera della cupola e il cornicione. che divide l'aula dalla cupola, rappresentava l'equatore celeste, il foro alla sommità é il Sole che al Solstizio d’estate proietta a mezzogiorno preciso un raggio di luce che taglia il cornicione, esattamente come in quel giorno il Sole taglia l'equatore celeste.


(foto da archivio)

lunedì 19 maggio 2008

Gomorra


GOMORRA
Un film assolutamente da non perdere

Da pochi giorni, in tutte le sale cinematografiche d’Italia, è in programmazione Gomorra, un’opera cinematografica che ha ricevuto apprezzamenti e premiazioni al Festival di Cannes per la regia, la sceneggiatura e le interpretazioni. La partecipazione al Festival farà meglio conoscere le ragioni della immane tragedia che sta vivendo Napoli ed il suo interland, stretta tra la morsa della Camorra ed assediata dalla spazzatura che ha da molto tempo costituito il business che ha fatta prosperare i clan sotto gli occhi increduli degli italiani.
Il film, diretto dal regista Garrone, con l’interpretazione di Toni Servillo e Gianfelice Imparato, è una rappresentazione cruda, spietata di una realtà napoletana, autentico nelle sue ambientazioni e nel lessico usato dai personaggi opportunamente sottotitolato per renderlo più comprensibile.

Gomorra è tratto dal romanzo-denuncia di Roberto Saviano: Gomorra - Viaggio nell'impero economico e nel sogno di dominio della camorra.
E’ un romanzo che racconta il potere della Camorra, la sua affermazione economico – finanziaria e la sua potenza militare. E’ un’inchiesta accurata e tagliente che porta allo scoperto gli affari sporchi del “Sistema”. Il traffico dei rifiuti tossici sotterrati in quelle che erano le terre fertili della Campania felix descritta da Virgilio; la contraffazione degli abiti griffati appaltati a laboratori e realizzati in nero per poche decine di euro; il traffico di droga a Scampia divenuto in breve tempo il principale mercato di spaccio del mondo. Potere, ricchezza, violenza si intrecciano inesorabilmente in questo enorme fenomeno illecito, dove principi giuridici, leggi, stato di diritto non esistono.

sabato 17 maggio 2008

Lamento per il Sud



LAMENTO PER IL SUD

La luna rossa, il vento,
il tuo colore di donna del Nord,
la distesa di neve ...

Il mio cuore è ormai su queste praterie

in queste acque annuvolate dalle nebbie.

Ho dimenticato il mare, la grave conchiglia

soffiata dai pastori siciliani,

le cantilene dei carri lungo le strade

dove il carrubo trema nel fumo delle stoppie,

ho dimenticato il passo degli aironi e delle gru

nell’aria dei verdi altipiani

per le terre e i fiumi della Lombardia.

Ma l’uomo grida dovunque la sorte d’una patria.

Più nessuno mi porterà nel Sud.

Oh il Sud è stanco di trascinare morti

in riva alle paludi di malaria,

è stanco di solitudine, stanco di catene,

è stanco nella sua bocca

delle bestemmie di tutte le razze

che hanno urlato morte con l’eco dei suoi pozzi

che hanno bevuto il sangue del suo cuore.

Per questo i suoi fanciulli tornano sui monti,

costringono i cavalli sotto coltri di stelle,

mangiano fiori d’acacia lungo le piste

nuovamente rosse, ancora rosse, ancora rosse.

Più nessuno mi porterà nel Sud.

E questa sera carica d’inverno

è ancora nostra, e qui ripeto a te

il mio assurdo contrappunto

di dolcezze e di furori,

un lamento d’amore senza amore.

(Salvatore Quasimodo)

venerdì 16 maggio 2008

Il peperoncino: i princìpi attivi


Il Peperoncino - I principi attivi
ll noto farmacista- erborista Aldo Cecchini (cfr. Aldo Cecchini, Vivere Domani, Celani editore) afferma che nel peperoncino sono contenuti, in un insieme armonico, una quantità straordinaria di sostanze stimolanti e vitaminizzanti con proprietà salutari e terapeutiche a tutti i livelli. Alcune di queste sono state oggetto di ricerca da parte di studiosi con riscontri decisamente positivi e per altre resta ancora molto da indagare.
Rilevante è il contenuto di sali minerali quali il Potassio e il Rame, oligoelementi naturali, oli essenziali e lecitina. Quest’ultima è contenuta soprattutto nei semi. Rilevante è anche il contenuto di vitamine quali la vitamina A, E, K2, PP e soprattutto C.

Oltre alle vitamine, il peperoncino contiene numerose sostanze tra le quali la capsaicina che è un alcaloide contenuto prevalentemente nella placenta che è un velo sottile attaccato alla parte interna del frutto. La capsaicina conferisce il caratteristico sapore piccante e sviluppa la sua funzione principale influendo sulla circolazione periferica del sangue e sui recettori periferici nervosi. Essa stimola la circolazione esplicando un’azione emodinamica e vasodilatatrice, regolando in mg. Di Vitamina C ogni tal modo la tensione arteriosa.

La capsaicina ha dimostrato di possedere un’azione fibrinolitica sul sangue, ovvero un’azione antiaggregante piastrinica. In parole più semplici la capsaicina contenuta nel peperoncino inpedisce la formazione della placca sulle arterie che con il tempo può diventare tanto consistente da chiudere completamente il vaso provocandone l’infarto.

La capsaicina, applicata localmente in forma di tintura provoca bruciore e calore ed in dose concentrate, uno stato di anestesia locale. Infatti la capsaicina sembra entrare in competizione con un neurotrasmettitore: la Sostanza P, che porterebbe lo stimolo doloroso al cervello. L’inattivazione di tale sostanza impedirebbe all’organismo di percepire il dolore. Di recente il Journal of Contemporary Dental Practise (Marzo 2008 Repubblica –Inserto Saute) pubblica un rapporto ad opera di studiosi brasiliani sul trattamento antidolorifico di una neuropatia periferica postraumatica mediante l’applicazione di capsaicina in un paziente di 62 anni privo di denti.

martedì 13 maggio 2008

Notre Dame de Paris

Notre Dame de Paris

Ho di recente finito di leggere uno dei romanzi più famosi di Victor Hugo, drammaturgo francese, autore di molte opere teatrali a sfondo storico e di romanzi, fra cui i più celebri sono sicuramente "I Miserabili" e “Notre Dame de Paris”.
Quest’ultimo è ambientato nella Parigi del XV secolo e vede come sua principale protagonista la maestosa ed imponente cattedrale di Notre-Dame, a cui l' autore dedica diversi capitoli in cui parla dell'architettura.
Tre i protagonisti principali, le cui vite sono legate fra loro dalla sola fatalità che possiede i loro destini: un arcidiacono fanatico e integralista, una graziosa zingarella, gaia e spensierata e il giovane campanaro deforme di Notre-Dame.
Attorno ad essi ruotano altri personaggi minori, che però giocano un ruolo fondamentale per l'esito della vicenda e comunque sono tutti ben caratterizzati e presenti fin dalle prime pagine; fra questi: il mediocre e aspirante artista intellettuale Gringoire, il viziato e incosciente Jean Frollo, fratello dell'arcidiacono, la reclusa della Torre d'Orlando, gli zingari (della cui tribù fa parte la zingarella Esmeralda) che si erano stabiliti nella periferia di Parigi occupando un territorio chiamato La Corte dei Miracoli.Quasimodo, un essere deforme e di mostruosa bruttezza, suona le campane della cattedrale di Notre Dame.
Nonostante tutti provino disgusto e paura nei suoi confronti, Quasimodo è di animo buono ma non lo manifesta. È triste e frustrato per il fatto di essere diventato sordo a causa della continua esposizione al suono delle campane. La sua sordità e l'assenza di persone con cui parlare lo rendono anche muto. Solamente il suo "padrone", l'arcidiacono Claude Frollo, comunica con lui tramite un linguaggio a gesti. Frollo lo aveva salvato da bambino, quando, abbandonato dai genitori per il suo aspetto deforme, era stato portato in chiesa per essere venduto, o nel peggiore dei casi, ucciso.
L'arcidiacono di Notre-Dame, Claude Frollo, si innamora della zingara Esmeralda. Incarica perciò il grottesco campanaro della cattedrale, il gobbo Quasimodo, di rapirla. Ma il capitano Phoebus de Chateaupers la trae in salvo e conquista il suo amore. Frollo uccide Phoebus facendo ricadere su Esmeralda la colpa del delitto. Quasimodo intanto, commosso da un atto di gentilezza di lei, diventa quasi un suo schiavo e la conduce a Notre-Dame per proteggerla. Dopo una serie di peripezie, Esmeralda verrà catturata e fatta impiccare sotto gli occhi di Frollo, che osserva impassibile l'esecuzione. Quasimodo, disperato, ucciderà Frollo e poi, con il cadavere della donna tra le braccia, si lascerà morire a sua volta.

Notre Dame de Paris è di certo un capolavoro della letteratura mondiale. Nel romanzo é unito insieme con grande maestria, l’introspezione psicologica e i sentimenti dei personaggi, le descrizioni che l’autore fa della maestosa ed imponente cattedrale di Notre-Dame che domina l’ambiente della Parigi di fine 800. La storia prosegue intrecciandosi con numerosi avvenimenti abilmente descritti dall’autore.
La storia d’amore di Esmeralda e Quasimodo, poi, ha la capacità di emozionare fortemente coinvolgendolo in un racconto fantastico che sarà sempre ricordato e apprezzato da lettori di tutti i tempi.

lunedì 12 maggio 2008

Mediazione


Risolvere le controversie senza il giudice
Tre semplici procedimenti alla portata di tutti.

Nell’attuale realtà italiana sono evidenti i segni della crisi della giustizia civile. L’effetto più evidente dello stesso appare senza dubbio la dilatazione dei tempi nei quali si giunge alla definizione per mezzo della sentenza della controversia. L’eccessiva durata dei processi civili incide non solo sugli interessi dei singoli cittadini, ma anche sull'intero sistema economico produttivo.
Il ricorso al giudizio ordinario ha, per sua stessa natura, tra i suoi effetti quello di determinare o consolidare una “frattura” tra le parti, esponendo anche la parte che al termine del giudizio risulterà vittoriosa al rischio della riprovazione e dell’isolamento nel futuro; invece, la possibilità di risolvere stragiudizialmente la controversia, quindi, potrebbe riuscire a conservare le relazioni tra le parti.

L’Ombudsman - Giurì Bancario
Ogni volta che i clienti hanno un contenzioso con un intermediario bancario o finanziario, possono anzichè perseguire le vie legali, ricorrere all’Ombudsman Bancario.
Presso ogni banca è istituito un apposito Ufficio reclami al quale tutta la clientela -sia privati che imprenditori e società- può inviare reclami di qualunque natura una volta che il tentativo di risolvere il problema con gli addetti allo sportello della propria Agenzia si sia concluso con un nulla di fatto. L'Ombudsman è un organismo collegiale, composto da cinque membri e il cui presidente é nominato dal Governatore della Banca d’Italia, voluto dall'ABI fin dal 1993, per risolvere in modo gratuito le controversie sorte tra banche e intermediari, e la clientela.
Il cliente bancario può ricorrere per iscritto a: Ombudsman - Giurì bancario - Via IV Novembre, 114 - 00186 Roma mediante raccomandata A.R., specificando il contenuto della controversia ed allegando la necessaria documentazione.

Il Difensore Civico
Il Difensore Civico, un organo indipendente che fa da mediatore tra i cittadini e la pubblica amministrazione. Opera sul territorio ad ogni livello, comunale, provinciale e regionale ma non è presente una figura nominata sul territorio nazionale. I cittadini che vogliono far ricorso al Difensore civico devono rivolgersi al proprio Comune per la risoluzione dei nostri eventuali problemi se un ufficio pubblico, ad esempio,vi rifiuta la consultazione di documenti relativi a una pratica che vi interessa in prima persona o non vi fornisce informazioni sullo stato di avanzamento della stessa, se la Pubblica amministrazione vi si nega l’accesso agli atti o se avete difficoltà nell’utilizzare servizi comunali come l’asilo nido, e così via. In tali casi il cittadino può chiedere l’intervento del difensore civico, che chiederà informazioni, richiamerà i funzionari che hanno sbagliato e prenderà dei provvedimenti per fare in modo che i diritti dei cittadini siano tutelati. Il Difensore civico, inoltre, invita entro termini perentori ad intervenire adeguatamente sia per concludere il procedimento sia per correggere eventuali errori o promuovere eventuali azioni disciplinari.

L’Arbitrato e la Conciliazione
Arbitrato: è uno strumento con cui si risolvono le controversie civili e commerciali in alternativa alla via giudiziaria. La caratteristica fondamentale dell'istituto è che sono le parti a scegliere i soggetti che decideranno la loro controversia, gli Arbitri. La Conciliazione, poi, consente di gestire il problema di due parti che si trovano coinvolte in una controversia a carattere commerciale, per raggiungere una soluzione soddisfacente per entrambe
L’arbitrato e la conciliazione sono servizi svolti dalle Camere di commercio.L’arbitrato può essere fatto anche in materia condominiale con preventivo tentativo di conciliazione per tutte le controversie nascenti dal presente Regolamento condominiale e successivi patti, ivi comprese quelle tra condomini ed Amministratore nonché tra Amministratore e condomini.

domenica 11 maggio 2008

Comprare sfuso

Comprare sfuso aiuta l’ambiente e, “forse”, aiuterà anche il consumatore.


Cambia il modo di comprare, tutto sfuso dal latte intero ai detersivi, solo quello che é necessario, senza sprecare risorse inutili.
Il no-packaging va diffondendosi anche in Italia. Sull’esempio di Svizzera ed Austria, il Piemonte e la Lombardia hanno risposto concretamente con progetti finalizzati che hanno anche avuto il sostegno della grande distribuzione commerciale (Crai, Auchan, Panorama).
Anche grazie all’iniziativa dell’Assessorato all’Ambiente della Regione Lazio, i prodotti “alla spina” arrivano anche nei nostri supermercati. Latte crudo, detersivi, cereali, paste alimentari posti in speciali dispenser costruiti in materiali inalterabili per la massima igiene vanno conquistando spazio negli Eco-Point dei centri commerciali. Si può acquistare la quantità di prodotti che si desidera, senza sprechi e soprattutto, senza imballaggi, inutili e tanto dannosi per l’ambiente.
Comprando i prodotti sfusi si diminuisce drasticamente la produzione di imballaggi (plastica polistirolo, carta, ecc.) e di conseguenza il volume dei rifiuti, evitando la saturazione delle discariche e salvaguardando l’ambiente.
Altro vantaggio, non meno importante, è che il no-packaging permette di “saltare alcuni stadi della distribuzione commerciale con ricadute sicuramente positive sul livello dei prezzi al consumatore finale.
La strada è ancora in salita. Molto c’è ancora da fare.
Chi scrive ha visitato alcuni supermercati che hanno adottato il sistema di vendita “sfuso” ma ha dovuto, però, costatare che oltre ad alcuni problemi tecnici che dovranno meglio risolversi per rendere piu funzionale il sistema, i vantaggi sperati per il consumatore, in termini di prezzi piu’ bassi, non si fanno ancora sentire.
Nonostante tutto i prodotti sono piu’ costosi non solo di quelli di “marca” ma anche di quelli posti in offerta dal punto di vendita. Manca quindi, al di la dalla curiosità che destano le novità, il vero ed immediato incentivo per il consumatore sempre in cerca di concreti risparmi nella spesa quotidiana.
L'iniziativa, comunque, é buona e nel tempo risolverà tanti problemi che affliggono le nostre città. Va quindi decisamente sostenuta. Per individuare i punti di vendita della tua città che già adottano il sistema della vendita no- packaging, visita i seguenti siti:
ww.crai-supermercati.it/etica_e_ambiente/ecopoint.asp o
http://millebolle.iport.it/lazio.html