domenica 30 agosto 2015

La Luna sul Lago Albano



Una magnifica performance del nostro satellite ieri 29 agosto ha incantato frotte di passanti a Castel Gandolfo sulle sponde del Lago Albano.

giovedì 23 aprile 2015

Natale di Roma, lo spettacolo dei Fori Imperiali illuminati dal premio Oscar Storaro

È stata la luce la protagonista indiscussa del Natale di Roma. Per la prima volta l'illuminazione artistica curata dal premio Oscar Vittorio Storaro e da sua figlia, Francesca, ha fatto rivivere i Fori Imperiali anche di notte. L'accensione, alla presenza del sindaco Ignazio Marino e del ministro Dario Franceschini, ha preso il via intorno alle 20.30 dal Foro di Nerva, per poi arrivare al Foro di Augusto e di Traiano.

giovedì 13 novembre 2014

L'Albo d'oro dei caduti




L’albo d’oro dei caduti del Lazio
Un monumento digitale ai caduti della Grande Guerra





Il quotidiano “Il Tempo” del 5 novembre c.a. ha recensito il sito “Albo d’oro dei caduti del Lazio” (www.albodorolazio.it) tutto dedicato a quella che fu una vera catastrofe per l’umanità: la guerra del 1915-1918. Gli ideatori del progetto, completamente autofinanziato e realizzato per iniziativa di pochi volontari, hanno ricostruito nomi, date, mappe e luoghi dove si svolsero gli eventi bellici, raccogliendo centinaia di fotografie e schede contenenti dati anagrafici, Brigate di appartenenza delle vittime del conflitto oltre che la narrazione delle circostanze che ne determinarono la morte.

I visitatori del sito vengono catapultati nell’ambiente storico della Grande Guerra. In esso potranno riscoprire quei valori identitari troppo spesso compromessi da tanta superficiale e colpevole disattenzione. Troveranno che la Storia è fatta da tante piccole-vicende umane e soprattutto come essa venga costruita con il sacrificio di tante giovani vite.
E’ davvero encomiabile per gli ideatori e i realizzatori del sito aver costruito uno strumento che offre la possibilità di conservare memoria di quella grande tragedia che è stata la Guerra del 1915 – 1918 ed anche ritrovare, con l’ausilio della funzione ricerca, notizie di qualche familiare, parente o solo conoscente che con onore ha immolato sul campo di battaglia la propria vita per la Patria soffrendo pene indicibili, inconsapevolmente costretto ad una lotta fratricida per difendere cause ed interessi non propri.
E’ un orrore la Guerra! Ma questo male non è ancora stato estirpato e, purtroppo si è ripetuto e continua a ripetersi ciclicamente come  metastasi diffusa in tante parti del mondo.
          Spero quindi che il sito possa contribuire a diffondere la conoscenza di quel che è stato, le vicende storiche e le sofferenze dei caduti, perchè non debbano mai ripetersi, nonchè a far nascere una cultura di tolleranza e di pace.


 

mercoledì 13 marzo 2013

La Decrescita felice

Serge Latouche


La "DECRESCITA FELICE" salverà il Pianeta dalla catastrofe.



Serge Latouche, economista e filosofo di fama internazionale, è uno dei principali fautori della teoria della Decrescita, ossia la riduzione  programmata, controllata e selettiva della produzione e dei consumi.  Egli sollecita l’attenzione  sull’urgenza e sulla necessità di un’inversione di tendenza rispetto al modello dominante della crescita economica e della produzione di merci e beni a tutti i costi.
Ad un’attenta platea intervenuta, eccezionalmente numerosa, alle Scuderie Aldobrandini di Frascati il 12 c. m., nella sua lectio magistralis ha spiegato che è necessario immaginare una nuova economia finalizzata al benessere individuale e collettivo non già ad una crescita economica senza regole, misurata unicamente dal Prodotto Interno Lordo (PIL ). Il PIL, come ha spiegato, non tiene conto delle problematiche sociali derivanti dagli squilibri  nella distribuzione delle risorse, della qualità dell’ambiente e dei servizi.
 Latouche  afferma che meglio sarebbe sostituire il PIL con il FIL (Gross National Happiness – GNH) come fatto dal Bhutan, uno dei più poveri stati dell’Asia, che lo ha adottato come indicatore per calcolare il benessere della popolazione. I criteri che l’indicatore prende in considerazione sono la salute dei cittadini, la qualità dell’aria, il livello di istruzione e la ricchezza dei rapporti sociali.
Latouche ritiene che, rifacendosi ad uno dei princìpi della termodinamica, una crescita indiscriminata, non selettiva e non programmata comporterà la distruzione delle risorse disponibili e gravi problemi ambientali quali l’inquinamento e l’innalzamento della temperatura dell’atmosfera. Inseguire l’obiettivo della crescita a tutti i costi, quindi, è insostenibile  e comporterà inevitabilmente l’autodistruzione del Pianeta.
l'Economista nel corso della conferenza ha illustrato un suo grafico a dir poco inquietante, in cui mostra paese per paese la relativa “impronta antropica” in termini di superficie terrestre dove è rilevata la presenza umana. Ipotizzando un modesto tasso di incremento demografico e di crescita economica (ad es. 1% del PIL),  il grafico mostra quante risorse naturali si renderanno necessarie per sostenerne la crescita: per i paesi occidentali, se il trend non vedrà una netta inversione, nel lasso di un trentennio sarebbero necessarie l’utilizzo di risorse naturali pari a 3-4 volte quelle teoricamente disponibili. Meglio andrà per i paesi in via di sviluppo, ma anch’essi si avvicineranno inevitabilmente a consumare totalmente le risorse finora disponibili.
E’ urgente invertire la rotta, anche in considerazione che molti organismi internazionali stimano che in un periodo massimo di 15-20 anni si registrerà il “punto di picco” dei combustibili fossili quali il petrolio ed il gas naturale ed inizieranno ad esaurirsi le fonti energetiche disponibili.
Occorre ripensare una società basata sulla Decrescita e quindi sulla riduzione della produzione e dei consumi.
Ma quali sono i passi da compiere per una “Decrescita Felice” e soprattutto, come tradurli in un programma da indicare a chi ha responsabilità del governo dell’economia?
Sono pochi i punti su cui si basa la teoria della Decrescita: è prevista una riduzione dei consumi individuali e collettivi, il riuso ed il riciclo dei beni, la redistribuzione delle risorse, la ricollocazione delle attività produttive, la riconversione delle attività a più basso consumo energetico.
Occorrerebbe disincentivare le produzioni ed i consumi a rischio, con tasse ecologiche opportunamente studiate, favorire le attività contadine con la messa a coltura delle terre salvandole finalmente dalla speculazione edilizia selvaggia, nonché ridurre gli sprechi di energia puntando sull'innovazione tecnnologica.  Gli incrementi di produttività che ne deriverebbero dovrebbero essere destinati alla riduzione dei tempi di lavoro liberandoli alle relazioni sociali.
Latouche ritiene che occorre penalizzare le spese di pubblicità dei prodotti. La pubblicità, infatti, mira unicamente a creare illusori bisogni facendo leva su un senso di frustrazione insita nei consumatori psicologicamente più deboli.
Per ultimo, Latouche afferma la necessità di riappropriarsi della sovranità nazionale per quanto riguarda il governo del sistema monetario. La permanenza nell’area dell’Euro, secondo l’economista, non è compatibile con la politica della Decrescita per le difficoltà – se non l'impossibilità – di vincere le resistenze di altri paesi comunitari ad adottare programmi di sviluppo eco-sostenibili.
E’ un'utopia quella della economia della Decrescita che  Latouche ha illustrato? Dobbiamo apreoccuparci per i campanelli d’allarme che con chiarezza espositiva ha fatto risuonare? Cosa possiamo fare nell’immediato per scongiurare il pericolo di una catastrofe planetaria che potrebbe distruggere questa civiltà facendola scomparire l’umanità come già avvenuto in tempi preistorici con i Dinosauri?
Questi i problemi e gli interrogativi che si pongono e per i quali è necessario un'attenta e seria riflessione e comportamenti conseguenti.

Ciampino, 13/03/2013







venerdì 31 agosto 2012

Il mio viaggio in Sicilia



 
Di fronte m’eri, o Sicilia, o nuvola di rosa sorta dal mare!
E nell’azzurro un monte: l’Etna nevosa.
Salve, o Sicilia!
Ogni aura che qui muove, pulsa una cetra od empie una zampogna,
 e canta e passa...
Io ero giunto ove giunge chi sogna!
G. Pascoli 

 



sabato 18 agosto 2012

Amarcord: la Fiera di San Vito

“Amarcord”: la Fiera di San Vito.


 
Anche quest’anno il 18 Agosto si è tenuta a San Chirico Raparo (Pz) la tradizionale fiera di San Vito; in origine mercato del bestiame e dei prodotti dell’agricoltura, è man mano divenuto l’appuntamento d’obbligo per gli abitanti del piccolo ed incantevole paese alle pendici del monte Raparo ma anche dei tanti compaesani qui venuti per un periodo di ferie e che ogni anno attendono questo momento per fare un tuffo nei ricordi di un tempo passato.
La fiera costituiva un importante momento in cui  contadini e pastori, dopo il raccolto del grano ed a conclusione dell’annata agraria, si incontravano sotto la svettante Torre di San Vito per scambiare i frutti del loro lavoro. Era questo il momento della vendita degli animali non più necessari ai lavori dei campi e, con il ricavato, potevano approvvigionarsi di tutto ciò che necessitava per la nuova annata agraria- attrezzature, nuovi e più giovani animali, sementi ecc.
La fiera di San Vito era un giorno di festa; la si attendeva tutto l’anno e puntualmente arrivava, preannunciata già nella notte precedente dallo scampanellio di bestie in transito e dalle nenie dei pastori accompagnate dal suono dei loro organetti.  Ognuno  si affrettava ad occupare i posti migliori. Si vendeva di tutto: animali di ogni genere, attrezzi agricoli, indumenti da campagna. Gli ambulanti, poi, facevano a gara a vendere formaggi locali, soffritto, vino e quant’altro.
Per noi ragazzi era un momento di baldoria – ci rincorrevamo tra papere schiamazzanti e maiali spaventati. Soprattutto, era il momento delle enormi angurie di Giovanni il siciliano. Si acquistava per poche lire un grosso esemplare e lo si consumava sotto la grande quercia nei pressi della masseria di San Vito. La succosa fetta di anguria attenuava l’arsura determinata dalla canicola agostana ed il ricordo di quel momento di gioia e convivialità si sarebbe stampato indelebilmente nei nostri ricordi.
Anche quest’anno sono ritornato alla Fiera di San Vito con la celata speranza che qualcosa fosse cambiato. Da ormai troppo tempo, infatti, la fiera è diventata un qualcosa di irriconoscibile per chi ha serbato il ricordo di quei tempi. Niente più asini, cavalli, buoi, capre, galline, papere. Niente più attrezzi agricoli. Neanche le succose angurie di Giovanni il siciliano! Solo cineserie, paccottiglie e ferramenta varie, DVD, magliette e jeanseria.






Come salvare la Fiera di San Vito da un destino ormai segnato?
Una idea l’avrei: perché non trasformarla in un’esposizione dell’artigianato del comprensorio aperto ai tanti artigiani che cercano di salvaguardare delle abilità che stanno scomparendo - ricami, intagli, manufatti in ceramica o in vimini? Nello stesso tempo si dovrebbe limitare la partecipazione alla fiera ai venditori di “banalità” sovrabbondanti in qualsiasi mercato.










martedì 14 agosto 2012

Alla ricerca dei sapori perduti, a Spinoso

“ALLA RICERCA DEI SAPORI PERDUTI” 
una sagra gastronomica per le vie del centro storico di Spinoso.


Spinoso in Basilicata ha celebrato il trionfo delle sue tradizioni gastronomiche locali rivalutando il patrimonio culturale di una terra antica per preservarlo da un sicuro oblio imposto dalla incalzante globalizzazione dei prodotti a scapito dei sapori più autentici.
In due serate di agosto (12 e 13) Spinoso ha aperto le vie del suo centro storico, ricco di belle facciate di palazzi gentilizi decorati da portali del XVII e XVIII secolo, ed ha offerto ai visitatori (tanti i giovani che hanno partecipato) la possibilità di gustare i prodotti tipici grazie all’entusiastica disponibilità di volontari della Pro Loco. E' così che turisti venuti dai dintorni, ma anche da terre lontane, un po’ disorientati dal nome delle pietanze in mostra: “Rapasciola”, Sauzicchie”, “Raskatiedd”, “Pupacc”, “Crispell e Cicerat”, hanno potuto apprezzare i piatti tradizionali della cucina del territorio, semplice e schietta.
 
 Cantanti, giocolieri ed artigiani hanno, poi, dato un saggio della loro bravura, allietando la serata.


Per chi non ha ancora visitato Spinoso c’è da dire che il paesino, in origine montano, è divenuto lacustre a seguito della realizzazione del pittoresco lago artificiale del Pertusillo mediante lo sbarramento del fiume Agri; conserva ancora la sua identità rurale e artigiana. Da lì si può salire sul monte Raparo, una delle vette dell’appennino calabro-lucano che,  in un ambiente ancora incontaminato, domina l’intero comprensorio dei comuni della Val d’Agri e del Lagonegrese.



 


giovedì 2 agosto 2012

Monreale

Il Chiostro dei Cappuccini annesso al Duomo


Il museo dei pupi a Palermo

Un incredibile numero di marionette sono conservate a celebrare l'arte di Antonio Pasqualino


Tempio della Concordia

Nella Valle dei Templi di Agrigento affascina i visitatori che in religioso silenzio lo ammirano estasiati.


venerdì 15 giugno 2012

I Sapori di Gaeta


“ I SAPORI DI GAETA”
Aprirà a breve un nuovo locale a  Roma  
                                               ( www.saporidigaeta.it) 



Nel quartiere Trastevere-Portuense precisamente in  Via Carlo Porta 19-21 potrete trovare la famosa “Tiella di Gaeta” ed altre specialità  quali le “Olive di Gaeta”, la mozzarella di bufala, i vini locali,  e tante altri gustosi piatti della cucina gaetana.

Farà quindi capolino  a Roma un importante caposaldo della cultura gastronomica di Gaeta: la “Tiella”, apprezzata da chiunque abbia avuto il piacere di assaggiarla; sbarcherà  nella capitale ad opera di Enzo Soccorso che tanto finora ha speso in entusiasmo ed impegno affinchè questa antica specialità potesse essere rivalutata ed apprezzata come “finger food”.
Con l’apertura del nuovo locale,  Enzo ha realizzato il suo desiderio di  far conoscere e degustare  la Tiella gaetana anche in questa grande città ed offrire l’opportunità di fare un pasto veloce ma gustosissimo e vario senza dover ricorrere a fast food etnici estranei alla nostra cultura e al nostro gusto.
Invito, quindi, tutti gli amici ed i visitatori del mio BLOG a recarsi a breve presso  il nuovo locale di Enzo che con la sua simpatia saprà accogliervi e vi farà conoscere ad apprezzare i prodotti che lì troverete. Chissà poi che nel gustarli non vi venga la voglia di visitare quella autentica perla del Tirreno che è Gaeta.