lunedì 21 settembre 2020

Il parco del Palazzo Chigi in Ariccia (Rm)



Sul retro del grandioso palazzo, la famiglia Chigi custodiva gelosamente i 28 ettari di rigoglioso bosco, residuo del Nemus aricinum, decantato da Orazio, Ovidio e più recentemente dai viaggiatori del Grand Tour d'Italie che ne facevano tappa obbligata.



Alla natura selvaggia ed incontaminata del bosco sacro a Diana, si unisce il fascino dei reperti archeologici in esso contenuti: sarcofagi della II Legione partica di Settimio Severo, resti di fontane progettate dal Bernini, persino il ceppo del sesto miglio dell'Appia antica che segnalava il primo luogo di posta e cambio cavalli per i viaggiatori che dall'Urbe percorrevano la famosa via.




Resti di Uccelliere destinati ad accogliere falchi o rapaci nonchè di monumentali fontane che con i loro giochi d'acqua  accrescevano il carattere romantico e pittoresco del sito e che ancora oggi colpiscono il visitatore incredulo che questo luogo meraviglioso sia rimasto integro per circa mezzo millennio.










Nessun commento: